Roberto Saviano ha vinto il “Geschwister-Scholl-Preis” del 2009, ci comunicano trionfali molti siti web, come questo ( http://www.welfarelombardia.it/wmview2.php?ArtID=8021 ), un premio letterario tedesco, che gli è stato consegnato a Monaco di Baviera il 16 novembre. (…) “Il premio ricorda i fratelli Scholl, Sophia e Hans, studenti dell’università di Monaco di Baviera e attivisti del movimento antinazista « La rosa bianca », condannati a morte nel 1943 per aver diffuso dei volantini all’università. Nel 2008 il premio è stato assegnato allo scrittore israeliano Davis Grossmann e nel 2007 alla giornalista russa Anna Politowkaja.
I fratelli Scholl, come pure Anna Politoiwskaja, fan parte di coloro che “ha[nno] pagato con la vita stessa per ogni cosa che ha[nno] scritto e fatto a servizio di un’informazione libera” (Roberto Saviano, “Cosa vuol dire libertà di stampa”, in La Repubblica del 2 ottobre).
Un passaggio dal comunicato stampa diffuso sul sito del Premio (http://www.geschwister-scholl-preis.de/preistraeger_2000-2009/2009/index.php ) e la relativa traduzione:
“Es ist die Klarheit und Intensität seiner Sprache, die seine Essays, Reportagen und Erzählungen so erschütternd macht: nüchtern, gleichzeitig empathisch, zart und in höchstem Maße poetisch. Seine literarische Wucht ist gespeist aus dem Zorn über die weltweite Macht der organisierten Kriminalität – trotzdem ist Roberto Saviano fähig wie kein anderer, die komplexen Sachverhalte eindringlich und allgemeinverständlich darzustellen”
(Sono la chiarezza e l’intensità del suo linguaggio a rendere così commoventi i suoi saggi, i suoi reportage e i suoi racconti: sobrio e nello stesso tempo empatico, tenero e altamente poetico. Il suo impeto letterario è alimentato dalla rabbia nei confronti del potere – esteso al mondo intero – della criminalità organizzata. Ciò nonostante Roberto Saviano è in grado – come nessun altro – di rappresentare circostanze complesse in modo vigoroso e di renderle comprensibili a tutti)”.
Il premio, leggo sul sito di Panorama (http://blog.panorama.it/foto/2009/11/17/saviano-premiato-a-monaco-di-baviera/), Il premio ammonta a 10.000 euro e viene attribuito annualmente dalla sezione bavarese del Börsenverein des Deutschen Buchhandels – l’associazione dei librai tedeschi – e dalla città di Monaco”.
L’associazione dei librai tedeschi è la stessa che, qualche tempo fa, ha premiato Claudio Magris, politico e scrittore italiano, con il “Friedenspreis 2009″.
Come italiano sono contento che un premio cosi’ importante sia stato vinto da un ialiano taliano, un onesto, simpatico itanche se, come noto, non trovo per niente epocale la prosa ed i temi dello scrittore campano (come anche di Magris).
Sono felice che, a differenza di altri, lo scrittore non ha pagato con la vita il suo impegno e spero (e credo) che non lo pagherà. Spero sia stato soltanto questo, l’impegno civile, il motivo del premio. La rabbia contro il potere che si legge nella motivazione del premio è cosa importante, imponente e pericolosa. Spero che i curatori del premio, con la stessa motivazione, premino anche scrittori di altri paesi e magari della Germania. Se il potere, come si legge, va visto estensivamente e riguarda tutti i paesi, non si capisce perché non si debba dare un riconoscimento anche all’impegno civile degli scrittori tedeschi che criticano “die Macht”.
E’ molto comodo andare in casa degli altri e premiare tizio o caio come emblemi di quello che evidentemente là non c’e', coraggio civile, dignità, impegno e dimenticarsi di solleticare il potere di casa propria. E scheletri negli armadi ce ne sono tanti e dappertutto. Difficile scrivere e leggere male di se stessi, però. Sono certo che l’anno prossimo verrà premiato un valente scrittore di casa nostra (tedesca) e spero di darne notizia. Ho bisogno di credere, spero di credere, che il mondo non sia poi cosi’ negativo come sembra molto spesso. Vedremo.
In tutti i paesi, comunque, non mancano argomenti poco “frequentati”, per es. dei lavoratori schiavi deportati nel 1943 in Germania dall’Italia e dei risarcimenti non ne vuol parlare nessuno. E si vuole sentir parlar male di altri stati, per esempio, degli inglesi e della follia dei trasporti di bambini schiavi in Australia, si deve leggere la stampa estera, quella tedesca, per esempio, che, oggi, sulla FR, (http://www.fr-online.de/top_news/2084424_Waisentransport-nach-Australien-Vom-Empire-verstossen.html), titolava e scriveva, in pagina interna…
Waisentransport nach Australien
Vom Empire verstoßen
Von Peter Nonnenmacher
London. Zehn Jahre alt war John Hennessy, als er 1947 zusammen mit 146 anderen britischen Kindern auf der SS Asturias in See stach. Der Junge aus einem Waisenhaus in Bristol dachte, er gehe auf eine Abenteuerreise. Er kam in ein Heim der “Christlichen Brüder” in West-Australien, musste vom Morgengrauen bis zur Dämmerung arbeiten, wurde geprügelt, misshandelt, vergewaltigt.
Die Fahrt entpuppte sich für mindestens 150.000 britische Kinder als Alptraum, die zwischen den 1920er und 1960er Jahren in Ex-Kolonien wie Australien oder Kanada verfrachtet wurden. Erst 1967 wurde das “Kinder-Auswanderungs-Programm” beendet, das London mit den Commonwealth-Staaten ausgehandelt hatte”.
Le stampe “nazionali” non sono tenere con gli altri paesi, per motivi banali di patriottismo, di scarsa voglia di attaccare i politici di casa propria o semplicemente per apatia e l’Italia è esattamente come gli altri stati, con in piu’ un’opposizione sempre agguerrita (sia di destra che di sinistra, ora l’una ora l’altra..)
L’Italia è però l’unico paese dove si guarda pochissimo all’esterno e si usano argomenti interni da mandare all’estero, per colpire l’avversario politico, dimenticandosi delle conseguenze sull’immagine del paese.
Ora, se è positivo che da noi non si sputtanino volentieri gli altri paesi, trovo però estremamente negativo che in Italia ci si strappino i capelli urlando alla libertà di stampa minacciata, al potere colluso, al bavaglio al libero pensiero messo naturalmente dai cattivissimi della pars politica avversa, gli stessi che provengono dalla tradizione di partiti sovietici o di destra, che non sono certo politici internati, deportati o al confino, ma governano -bypartisan- nelle stesse regioni, province e comuni dove l’illegalità è diffusissima (ed endemica, da secoli), hanno potere e giornali e censurano esattamente come i loro avversari.
A differenza degli stranieri, pero’, da noi i panni sporchi non solo non si lavano in casa, ma si lavano solo fuori di casa, dimenticando quelli lasciati sporchi dagli altri vicini, se questi ultimi, i Nachbarn, servono alla causa di mettere al rogo i propri nemici. Un po’ di dignità nazionale e di amor di patria ci vorrebbero, ma è difficile parlarne a chi confondeva la patria con Mosca, con il Vaticano, con una televendita o con il balcone di Piazza Venezia, farsa tragica e ignorante di un impero e di una patria durate secoli.
Lo so, sono polemico e troppo critico, ma volere un paese “normale” è troppo? E’ utopia sognare di un posto dove si possa ridere o arrabbiarsi per un autore senza sentirsi dare del verme o del piduista? Mentre riscrivo queste righe, leggo che in Italia si parla di elezioni anticipate. Prima si difende ad ogni costo il Governo perché espressione del voto popolare e dopo si cerca di tornare a quella volontà popolare che è però stata ampiamente espressa… Sono sinceramente senza parole e la crisi del PD, del PDL, della sinistra estrema, della destra, delle forze liberaldemocratiche e socialiste, mi fa accapponare la pelle vedendo quale voglia di patibolo esiste in Italia e nella sua propaggine online, la Rete.. Credo che tutti i blogger, anche quelli piccini piccini come quelli che parlano del Sudtirolo, dovrebbero rispettare delle regole di bon ton, avere un atteggiamento civile. Potrebbe servire a trovare quel paese migliore che, sono sicuro, vogliamo tutti.
Vorrei vedere, accanto agli elogi satrapeschi, mitridiaci, faraonici, domizianei, neroniani, erodiani per Saviano, una parolina anche sugli agenti delle forze dell’ordine che, per pochi euro al mese, lottano -con successo-contro il crimine in una situazione difficile e pericolosa.
E’ cosi’ difficile farlo?