Maria, ihm schmeckt’s nicht! Geschichten von meiner italienischen Sippe è stato un libro di successo, in Germania. Stereotipi a vagoni, fiumi di pregiudizi sugli italiani e sull’Italia, luoghi comuni su un popolo vicino alla Germania, ma che viene troppo spesso, ancora, visto con occhi particolari e non particolarmente benevoli. Ognuno fa quel che puo’ e quel che vuole, anche trovare la propria identità nell’opposizione sciovinista con gli “altri” popoli, se mai ce n’è ancora una, di identità, in Deutschland, dopo una guerra mondiale persa tragicamente per le note cause e che ha lasciato un paese distrutto e spessissimo senza identità architettonica, senza passato, senza orientamento. Ora si ragiona in inglese, si pensa all’America, si seguono gli States in tutto, lessico, turbo capitalismo e distruzione dello stato sociale compresi ed i modi di vivere, amare, sopravvivere, sembrano piu’ quelli, spesso di Chicago che di un vecchio paese europeo. Gli “stranieri”, quelli che l’antico diritto germanico escludeva dalla vita civile e dai matrimoni “misti” è eredità del passato e milioni di famiglie hanno nel propria storia dei “non tedeschi”. Eppure, oggi come in pieno romanticismo e nei primi decenni del 900, nel paese di Kant, nell’Amerideutschland ci si diverte ancora troppo spesso vedendo prendere per i fondelli gli altri popoli.
Purtroppo, dopo il libro, l’audiolibro, le decine di edizioni e riedizioni, questo ciarpame letterario (ripetuto, dallo stesso autore, recidivo, con Antonio im Wunderland, libello addirittura ancora peggiore..)diventa, purtroppo, pure film. Uscirà fra qualche settimana nelle sale tedesche e già viene lanciato nei cinema. Mi è capitato di goderne l’insulsaggine ieri sera, nel pre-film di un capolavoro quale Slum Dog. Urla, discorsi in tedesco maccheronico alla Trapattoni di Sicilia, mani che gesticolano, parolacce e facce prese da un manuale di Lombroso o delle subrazze di antica memoria: il trailer mi ha veramente disgustato. Comunque ha fatto sbellicare di risa la folla che attendeva Slum Dog, un film di impegno civile, che, quindi, avrebbe potuto -dovuto avere un pubblico particolare. Non è stato cosi’.
PS Uno degli attori, tal Lino Banfi da Canosa, noto cult della destra pecoreccia, è stato addirittura invitato, lo scorso autunno, a Monaco, mentre si girava nella città bavarese, dal nostro Istituto di Cultura, per parlare del film.
Ps2 Il mio intervento, assai provocatorio, ha avuto, come speravo, diverse reazioni. Al di là del successo della pellicola (e del libro) e delle indubbie trovate “a effetto”, non credo sia una grande idea costruire qualcosa sugli stereotipi, volendo criticarli -certo, speriamo..-, ma non riuscendo a liberarsene e distanziarsene.
Credo si possa ridere e far ridere anche non mettendo in mostra collanazze, volti lombrosiani e panze mediterranee



