32 comments on “La saga dei pregiudizi…Maria, ihm schmeckt’s nicht!

    • L’estraniazione esiste ed è pesante. Se fosse episodica si potrebbe anche considerare una variazione sul tema. Purtroppo mi sembra la norma. Dappertutto, Sudtirolo compreso. Pensa si facesse un film, in Italia, dopo un libro di successo, su un montanaro bavarese, grezzo e razzista, insulso e aggressivo oltre che alcolista? Che parla un italiano alla Kranz e va a far fikfik a Rimini?

  1. “Ora si ragiona in inglese, si pensa all’America, si seguono gli States in tutto, lessico, turbo capitalismo e distruzione dello stato sociale compresi ed i modi di vivere, amare, sopravvivere, sembrano piu’ quelli, spesso di Chicago che di un vecchio paese europeo”

    Superciuk! Sarà così a Francoforte…qui da noi non sanno parlare neppure il tedesco, figurati l’inglese…

  2. Ho letto entrambi i libri. E non ho trovato tracce di pregiudizi o clichè, sebbene il secondo libro sia molto più debole del primo.

    L’italia e gli italiani che vengono descritti, a mio parere con grande ironia e altrettanto affetto, non sono quelli dell’Alto Adige e nemmeno quelli della Lombardia.

    Sono quelli del Centro Italia, dell’Abruzzo e Molise.

    Io vivo al Nord e mio padre è abruzzese. Ho riconosciuto nelle descrizioni di Antonio e della sua famiglia tante cose che appartenevano alla mia infanzia e alle visite ai parenti, i tanti, tanti parenti che vivono ancora lì. E ne ho riso.

    Secondo me solo chi conosce ed ama queste realtà può descriverle bene come ha fatto Jan Weiler. E riderci sopra.

    Anch’io ho visto l’altra sera il trailer del film, proprio prima di Slumdog Millionaire (qui son d’accordo, grande film) e non sono riuscita a riconoscere nelle scene proposte, nulla che ricordassi di aver letto nel libro. Mi viene il sospetto che sì, il film diventerà popolar-pecoreccio alla vanzina della peggior specie.

  3. secondo me il libro ” Maria, ihm schmeckt’s nicht” è stra carino…e sono pienamente d’accordo con quello che scrive barbara….sembra scritto con simpatia e affetto….e chi ci vuole vedere altro secondo me cerca solo un pretesto per lamentarsi…in realtà non è che dica cose assurde…ci descrive proprio così come siamo!

  4. questo film è razzista..pensate un po’ cosa succederebbe in Italia o in Germania se si facesse un libro pieno di stereotipi negativi contro gli africani? ma vedete la realtà..gli stranieri ci insultano perchè ci vedono come dei simpaticoni senza orgoglio!!

    • votate per il 60 % per Berlusconi… e poi vi meravigliate se gli stranieri vi insultano perchè vi vedono come dei simpaticoni senza orgoglio!!
      attenzione!

      • Noi votiamo chi vogliamo noi..ma almeno NOn abbiamo perso due guerre mondiali e creato il nazismo e ucciso 6 milioni ei ebrei come voi crucchi maledetti!

      • Quando penso al fascismo “pulito” contrapposto al nazismo “sporco” ed antisemita, penso alla storia della mia famiglia, con mia madre non riconosciuta dal padre per sfuggire alle leggi razziali… Bah

  5. Come se nei film italiani non ci sono film con stereotipi negativi di altri nazioni….alcuni anni fa ho visto un film italiano (ho dimenticato il titolo, ma era con questi attori di Natale in India se non sbaglio) in cui si parlava dei tedeschi come se sono tutti nazi. Un’attrice italiana parlava stranamente in tedesco e diceva in continuo “Kartoffeln, Kartoffeln”. Non è stato molto divertente per me, però gli italiani nella sala ridevano come i pazzi. Lo stesso tipo di “scherzi” c’era poi con i Russi… Nel film e nei libri di Jan Weiler non vedo stereotipi cattivi…e sono d’accordo con Anna e Barbara.

  6. italiano vero tu non hai capito una fava.

    Vattelo a vedere il film. Tu non sai di cosa stai parlando. Il film parla sia degli stereotipi italiani SIA di quelli tedeschi: non va a senso unico e di certo farà riflettere molti, italiani e tedeschi.

    altro che italiano vero… tu sei un vero pirla.

  7. sono a vienna questo mese e attratto dalla curiosità di sentire banfi parlare tedesco ieri sera mi sono spinto fino al cinema a vedere il film e devo dire ke mi è piaciuto un sacco e ho riso come un matto…come tutti i film ironici si ingigantiscono sempre le cose, ma come sempre c’è sempre un fondo di verità…tipo gli uffici pubblici sempre chiusi con il personale ke ti risponde con superficialità, la nonna che cerca i documenti nelle vecchie scatole e non li trova, le miriadi di cose ke una famiglia media si porta quando passa la giornata in spiaggia, i classici battibecchi tra famiglie, l’unica cosa è ke di solito sono i tedeschi ad andare piano in macchina ;) …io trovo molto superficiale e con la coda di paglia ki pensa ke sia un film razzista, ancora peggio se lo giudica senza averlo manco visto

  8. Ma no!!

    vivo in Germania da 10 anni (Monaco di Bav), e non trovo nessuna traccia di razzismo né nel libro e neppure nel film.
    I tedeschi adorano lo stile di vita italiano, adorano la nostra lingua, la nostra cucina,le nostre spiagge.

    Libro e film ironizzano sul come un “categorico tedesco” si trovi a fronteggiare l’ingresso in una famiglia del tutto italiana, non conoscendone addirittura la lingua.
    Perché secondo alcuni é razzista? in nessun caso noi italiani veniamo sminuiti oppure derisi.

    Non é mia intenzione aprire un dibatitto, ma… vi siete mai chiesti perché ogni film con temi tristi ma ahimé veri (Il Pianista – Schindler’s List – La vita é bella) vince l’oscar anche se i tedeschi di adesso non sono quelli di allora?

    • non è un razzista che raffigura gli italiani come dei essere inferiori da disprezzare? si vede solo povertà, ignoranza ed altro ..noi siamo feccia il tedesco invece è perfetto!! i tedeschi non cambieranno mai..tutti figli di hitler!

      • E’ altrettanto poco edificante generalizare. Tutti figli di Mussolini, del Politico a o b, di Al Capone..Quante se ne potrebbero sparare, di baggianate, su di noi…

  9. Ho letto il libro di Jan Weiler e sono reduce dalla visione del film che mi ha regalato un pomeriggio di risate e nostalgia della mia terra (sono pugliese e le scene italiane sono state girate proprio nella zona da cui provengo).
    Al di là del melancolismo più spicciolo che non è tema di questa discussione, non ho trovato la storia offensiva né denigrante per un italiano. La descrizione è certo limitata, l’Italia non è solo questo, ma anche questo. E soprattutto ho trovato un’ironica par condicio. Oggetto della “derisione” non è soltanto una caotica famiglia allargata in cui il privato è necessariamente pubblico, non è soltanto il mal funzionamento degli uffici dell’amministrazione comunale. Al centro del dibattito viene messa anche una (stupida?) donna tedesca che adora la “bella Italia”, l’unica che conosce, quella delle dolci colline toscane, delle mete turistiche più gettonate che nulla hanno a che fare con il nostro Paese. Un altro tema certamente non lusinghiero per i tedeschi – che comunque viene riportato – è il modo in cui i Gastarbeiter venivano trattati, così come un’intolleranza latente ancora attuale che agli stranieri permette solo l’”assimilazione”, non l’”integrazione”, per dirla con le parole del film.
    Non mi sono sentita offesa, in parte ci ho riso su e in parte mi sono stati offerti spunti di riflessione. Lo consiglio caldamente ai fautori delle leggi anti-immigrazione. Ma questa è un’altra storia…

  10. Ho visto stasera il film e l’ho trovato divertentissimo e non razzista come hanno notato molte altre persone in questo blog.
    Anzi il film ha il coraggio di mostrare come venivano trattati gli italiani una volta in germania, cioè non è di parte, mostra le debolezze di entrambe le culture. (se di debolezze si tratta)
    E ogni italiano che ha una storia di immigrazione si potrebbe riconoscere nella pellicola, io mi ci riconosco.
    Antonio (Lino Banfi) è l’esempio di una non riuscita integrazione. Ancora adesso molti di noi all’estero fanno gruppo a parte e non diventano parte della società in cui vivono.

    E ora non esistono barriere sociali così forti come una volta.

  11. Sono un italiano che vive in Germania. La mia compagna é tedesca e stasera ho visto il film… é veramente una cosa ignobile, un bambino di 5 anni avrebbe fatto una cosa migliore. Il film non é razzista ma é una sequela dei piú beceri e fasulli cliché sia riguardo gli italiani che i tedeschi. Talmente tanto stantio che dopo le prime gag non si ride piú.

    • C’e’ chi si diverte con questo tipo di prodotto cinematografico, veramente miserabile. Credo che l’Italia e la Germania possano offrire di piu’ che i soliti logori temi riferiti all’emigrazione, al poliziotto -con cane o senza- o alla mafia. Mai come in questo periodo, comunque, i rapporti tra i due popoli sono improntati ad una totale estraneità.

      • Ciao Superciuk,

        ma ti volevo chiedere se poi l’avevi visto il film.

        Penso che almeno il film non sia improntato a una totale estraneità.

        Nel film si ammette che gli italiani immigrati in Germania negli anni 60 erano trattati malissimo dai tedeschi. Insomma è schietto e onesto in entrambe le direzioni.

        La descrizione degli italiani / pugliesi è decisamente reale e non esagerata con steorotipi.

        Ciao!

        Davide

  12. Il film, per quanto mediocre, non e’ razzista. Vogliamo negare le differenze fra i tedeschi e italiani? Culturalmente siamo diversissimi, ed oivviamente fisicamente anche, percio’ mi pare “razzista” definire lombrosiani i personaggi del film da parte dell’autore, o mi sono perso qualcosa e gli italiani sono diventati prevalentemente biondi ed alti come i tedeschi? Siamo mediterranei,dal nord al sud, e’ chiaro che siamo diversi dai tedeschi .

  13. Anch’io come altri vivo in Germania (Berlino),
    non trovo i singoli tedeschi particolarmente razzisti nei confronti degli italiani, anche se il sitema impone un certo pensiero comune pregiudizioso alla massa.
    Ho visto la pellicola con la mia ragazza tedesca (avevamo l’opportunità di capire tutti i dialoghi parlando entrambe le lingue) e a me ha fatto ridere.

    Non è un filmone e in Italia sono sicuro sarà preso solo come parodia della gente di paese del sud, non creando nessuna polemica sui nostri amici teteskih.

    “Ognuno fa quel che può e quel che vuole, anche trovare la propria identità nell’opposizione sciovinista con gli “altri” popoli, se mai ce n’è ancora una, di identità, in Deutschland, dopo una guerra mondiale persa tragicamente per le note cause e che ha lasciato un paese distrutto e spessissimo senza identità architettonica, senza passato, senza orientamento. Ora si ragiona in inglese, si pensa all’America, si seguono gli States in tutto, lessico, turbo capitalismo e distruzione dello stato sociale compresi ed i modi di vivere, amare, sopravvivere, sembrano piu’ quelli, spesso di Chicago che di un vecchio paese europeo.”

    Sacrosante parole, io gliele rinfaccio sempre quando mi tirano fuori le vecchie storielle sugli italiani.

    PS: al sentirgli “cool!!!” mi faccio sempre una gran risata spigando ciò che “culo” significa in italiano e poi chiedo sempre “ma non avete una parola tedesca?” fingendo spesso una faccia sorpresa alla loro risposta negativa.

  14. Leggo solo ora i vostri commenti. Io ho visto il film questo autunno a Heidelberg con un mio amico tedesco, che studia anche italiano. Studio comunicazione interculturale tra tedeschi e italiani e vivo tra l’Italia e la Germania. Sinceramente non ho letto nel film un messaggio così negativo come molti di voi hanno evidenziato. Il film sicuramente propone delle esagerazioni di aspetti che sono sia nella cultura tedesca che italiana. Molte scene sono rese ancora più drammatiche dal fatto che il povero futuro marito tedesco non ha avuto nessun aiuto dalla compagna a inserirsi nella famiglia. Non è una questione di lingua, ma di spiegare a uno straniero “come si fa dalle nostre parti” (in sociologia si parla di supportare l’entrata del nuovo membro nell’In-Group), a maggior ragione se è una persona a cui teniamo. Questa è la cosa che personalmente ho trovato più irritante. Se c’è una cosa buona degli italiani che hanno contatti con stranieri è proprio quella di spiegare certi modi di fare e magari di cercar un modo x farsi capire (spesso parlando più lentamente): questo non è di certo stato evidenziato!!
    Altro punto da aggiungere è che stereotipi e pregiudizi ci sono da sempre tra varie culture e fanno ridere e lo scopo di un film è anche far ridere (anche per gli incassi..)..ben altra naturalmente è la realtà..realtà che vede i tedeschi amare molti aspetti dell’Italia (e secondo un detto non stimarli) e italiani che provano un amore-odio per la Germania e i tedeschi…
    una volta a Berlino un cuoco italiano, “inserito” da tempo, mi chiese “ti piacciono più i tedeschi o la Germania?”. Io restai senza parole, eppure qualche senso deve avercelo questa domanda. Non per me, che vedo popolo e nazione come un’unica cosa e, sinceramente, col tempo, ho pure imparato ad apprezzare e la Germania e i tedeschi.
    Gente, inutile negarlo, le differenze culturali ci sono per svariati motivi. In molte situazioni ci si può sentire emarginati in Germania (provare per credere!) o sentire sulla propria pelle lo stereotipo dell’ “Italiano medio” del film e su questo c’è da dire una cosa: in Germania ritrovi sia gli italiani medi che gesticolano e fanno casino, come i turchi che parlano Kanakisch e vengono altrettanto derisi, ma anche quegli italiani che si sono tranquillamente inseriti e si mischiano tra la folla. I tedeschi? a loro modo si riescono ad adattare molto bene in italia e a esser onesti imparano meglio loro l’italiano di quanto noi possiamo imparare il tedesco!
    Il film è di certo una saga di stereotipi e pregiudizi, ma credetemi, è da leggere in tutt’altro modo: confrontarsi e conoscersi vuol dire superare stereotipi e pregiudizi. Metterli in scena vuol dire cmq far riflettere le persone sul fatto che la cultura fa molta differenza in motli ambiti sociali, ma porsi l’obiettivo di diventare consapevoli di questo e aprirsi agli altri significa aprire nuovi orizzonti (e assumere inter-cultural awareness..per i usare i termini della letteratura)..
    e riguardo l’influenza americana? Poche critiche!! La subiamo tutti da sempre (pensate alla musica)..la lingua cambia, assimila altri termini, la comunicazione gira, le persone viaggiano e l’economia ha forti ripercussioni su tutto!! L’assimilazione interculturale è un processo normale. Tutti dimenticano però che ogni popolo mantiene e manterrà sempre le proprie radici e la Globalizzazione può avere effetti solo in superficie.
    Lino Banfi è stato molto bravo a giocare il suo ruolo in tedesco e pure Christoph a interpretare il tedesco smarrito. Il personaggio di Maria mi è piaciuto meno.
    Cmq sia..ich wuensche euch einen guten Rutsch ins neue Jahr! Hoch die Kruege!!
    Buon 2010 a tutti..e andate in Germania qualche volta!

  15. mi serviva il riassunto del film ma su questo sito non ho trovato niente…
    siete inutili.. non credo sia una cosa brutta da scrivere è quello ke penso.. e il tedesco è una lingua brutta e difficile xò purtroppo mi tocca farla .. e quindi in germania non ci andrò maiiiiiiiiiiiiiiiiiiii………….. arrivederci e grazie

  16. sono un italiano del nord con ragazza tedesca… effettivamente qualche differenza c’è.. e pur facendo io un po’ troppo il pirla qualche volta e pur avendo una famiglia un po’ chiassosa, di differenze tra le due culture più approfondisco lingue e abitudini e meno ne trovo. dopo di ché non avendo vissuto per così lungo tempo in germania non posso ancora dire.. non so come potrebbe essere ad esempio l’inserimento lavorativo… ma non dispero. L’unica nota dolente sono i supermercati.
    Io ho visto insieme alla famiglia di lei il film e ci siamo fatti tutti quattro risate. Devo comunque sottolineare che sentivo pure io una certa pulsione a non identificarmi con le più plateali negatività imputate agli quegli italiani, come l’inefficenza degli uffici comunali, o l’esagerata vita comunitaria della famiglia.. magari perché in veneto gli standard sono molto più uniformati nel bene e nel male al centro-europa.

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