Mia madre ha ancora oggi paura di parlare di ebraismo e del padre. Mi dice di non dire, di non pensare, di non esprimere, che ci potrebbero sentire, scoprire, colpire. Ha quasi ottanta anni. Nel 1943, quando Giorgio Bocca scriveva queste infamie, aveva nove anni.
Anche lei era parte del complotto giudaico antiariano? Leggo oggi le articolesse, i commenti, i commiati, le prefiche, i nordcoreani in salsa italica, che sembra ignorino, non vedano, non sentano, non capiscano… Che schifo
Mah, dai. Non mi sembra che non sia stato anche giustamente messo in evidenza questo orribile passato di Bocca. Se ne è parlato. Certo, non sui media che appiattiscono tutto sulla retorica (i TG in generale).
Leggi, se hai voglia e se non lo hai già fatto, questo ottimo “necrologio antiretorico” di Luca Telese:
http://www.lucatelese.it/?page_id=428
Mette in rilievo tutte le contraddizioni dell’uomo, e conclude che “è riuscito a dire, scrivere o sostenere almeno una cosa che mi pare veramente incredibile e grave in ogni decennio della sua vita”.
Saluti e buon anno.